Che cosa significa INPS?
Significati
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Contesto: Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (acronimo INPS) è il principale ente previdenziale del sistema pensionistico pubblico italiano, al quale devono essere iscritti tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati e quei lavoratori autonomi, per i quali non sia prevista una propria cassa previdenziale autonoma. L'INPS è sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il primo sistema di garanzie pensionistiche, destinato ai soli impiegati pubblici e ai militari, risale al 1895, del quarto governo Crispi. Esso fu esteso, dai governi Pelloux I ed Orlando, ad altre categorie lavorative, ma l'obbligatorietà dell'adesione fu sancita solo dal governo Mussolini nel 1923.
le visite mediche per l'accertamento dell'invalidità e dell'inabilità, nonché quelle per l'accesso alle cure termali, attraverso convenzioni con le strutture sul territorio; la gestione della banca dati relativa al calcolo dell'ISEE (indicatore della situazione economica equivalente), che consente la fruizione di alcune prestazioni sociali agevolate; le attività necessarie al prelievo dei contributi, tra le quali l'iscrizione delle imprese, l'apertura del conto assicurativo dei lavoratori dipendenti e autonomi, la denuncia del rapporto di lavoro domestico, il rilascio dell'estratto conto assicurativo e certificativo; l'iscrizione delle attività commerciali che si svolgano presso un pubblico esercizio nella gestione speciale dei commercianti entro trenta giorni all'inizio delle attività relative (ciò è necessario per poter usufruire delle prestazioni sanitarie e previdenziali).
La previdenza sociale italiana nacque alla fine del 1800. Nel 1898, dopo un dibattito pluridecennale, si introdussero le prime pensioni di invalidità e di vecchiaia. La legge costituì la Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia. L’iscrizione era volontaria ed aperta a chiunque praticasse un impiego manuale regolare. I diritti di pensione sarebbero maturati a 60 anni dopo 25 anni di contribuzione; la pensione era determinata su base contributiva. Lo stato finanziava una contribuzione complementare. Nel 1919 l'assicurazione di vecchiaia divenne obbligatoria tramite il decreto-legge del 21 aprile 1919, n. 603, presentato alla Camera il 28 novembre 1918; il decreto fu emanato il 21 aprile 1919, ma attese che la Camera dei Deputati lo convertisse in Legge; il 5 febbraio 1920, infatti, fu ripresentato dal ministro Dante Ferraris e il 25 giugno successivo il decreto fu presentato nuovamente dal Ministro Arturo Labriola. Il Decreto fu quindi convertito in Legge col Regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3184 durante il governo Mussolini che rese il provvedimento operativo. Esso ridenominò la cassa in Cassa nazionale per le assicurazioni sociali. Con il regio decreto 7 dicembre 1924, n. 2270 fu, pertanto, approvato il regolamento che disciplinava l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria. Il regio decreto [legge 27 marzo 1933, n. 371], trasformò poi la Cassa Nazionale in Istituto nazionale fascista della previdenza sociale (INFPS) come Ente di Diritto Pubblico dotato di personalità giuridica e a gestione autonoma, con lo scopo precipuo di garantire la previdenza. Successivi interventi legislativi ampliarono in modo significativo i compiti dell'Istituto, al quale già nel 1939 fu attribuita la gestione dei primi interventi a sostegno del reddito (assicurazione contro la disoccupazione, assegni familiari, integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o ad orario ridotto). Primo presidente fu Giuseppe Bottai a cui successe nel 1935 Bruno Biagi della Cassa medesima (legge 30 maggio 1907, n. 376). Nel 1943 con l'articolo 3 del Regio Decreto Legge 2 agosto 1943 n.704 la denominazione diviene quella di Istituto nazionale della previdenza sociale. Negli anni Sessanta la "Commissione senatoriale d’inchiesta sull’attività e sul funzionamento dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (...) mise in evidenza la complessa realtà dell’Istituto, esaminandone l’aspetto storico, le attività, la tipologia delle prestazioni erogate, come pure la gestione finanziaria e patrimoniale, che presentavano una serie di criticità che si erano andate aggravando nel corso degli anni e che, con il «caso Aliotta», si erano palesate in tutta la loro gravità. Tale scandalo, punta di iceberg della cattiva gestione dell’Inps, costituì l’impulso ad affrontare i noti problemi dell’Istituto". La relazione conclusiva della Commissione parlamentare di inchiesta sottolineava il problema della concentrazione di poteri nella carica del Presidente dell'Istituto, problema che generava personalismi e sollevava ulteriori questioni in termini politici: «La logica conseguenza di questa situazione è rappresentata non soltanto da un nocivo clima di personalismi che si riverbera su tutto l’andamento della gestione, come dimostrano, ad esempio, il caso del consigliere Vincenzo Aliotta in ordine all’attribuzione di incarichi di particolare fiducia e gli investimenti di San Giovanni Suergiu in ordine alle attività dell’Istituto, ma anche soprattutto dal pericolo di una politicizzazione dell’ente, a tutto discapito dell’imparzialità e correttezza amministrativa. È evidente che la concentrazione di pressoché tutti i poteri in mano ad una unica persona, nel clima di autonomia proprio di un ente parastatale e in assenza di controlli validi ed efficienti, poteva consentire con grande facilità il verificarsi di pressioni politiche esterne». A seguito di numerose riforme previdenziali nel corso di più di settanta anni dalla fondazione, l'INPS oggi opera secondo due modelli previdenziali: dal lato delle entrate e della gestione finanziaria, secondo il modello previdenziale universale, dal lato delle uscite, attraverso una moltitudine di gestioni (ad esempio lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti ecc.). Nel 1968 nasce la pensione sociale e la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS). Nel 1980 fu affidato all'INPS anche il compito, in precedenza assolto dall'ex INAM, di riscuotere i contributi di malattia e corrispondere ai lavoratori dipendenti la relativa indennità.
ente pubblico il cui compito principale è raccogliere i contributi di lavoratori in attività per poi erogarli a quelli in pensione
Ambito: Diritto
Fonti: Wikizionario (3362073)Licenza